POLVERE DA SPARO

In una storiella ripresa nel 1643 da Joseph Furhenbach nel suo trattato di artiglieria si racconta che tutto cominciò a Friburgo, ai margini della Foresta Nera  un tardo pomeriggio dell’anno del Signore 1312. I numerosi abitanti del luogo radunati per le funzioni vespertine udirono improvvisamente tra il vibrare delle vetrate della cattedrale un suono simile a quello di un tremendo tuono.

Terrorizzati  si riversarono sulla piazza dove capirono che l’improvviso sconquasso non poteva essere attribuito ad un fenomeno naturale,ma che doveva per forza provenire dal vicino convento di S. Martino. A quanti vi corsero per chiedere notizie,  uno stranito priore spiegò che a fratel Bartolomeo, intento ad uno dei suoi pericolosi esperimenti, era successo uno strano incidente.

Il  povero frate tramortito  era stato portato a braccia nella sua cella dove ancora se ne stava contornato da una strana puzza di zolfo che a quel tempo era immediatamente collegata ad un intervento del maligno. Si analizzarono approfonditamente i fatti e si scoprì che tutto era però  dovuto ad una brace  caduta inavvertitamente su un mortaio contenente “sale petroso” mischiato a carbone di legna e zolfo  provocando il violento scoppio

ERA NATA LA POLVERE DA SPARO ed il  monaco  BERTHOLD SCHWARZ    entrava  nella leggenda... La realtà  è però ben diversa.

Le Bombarde. Tra il 1250 ed il 1330 compaiono i primi mortai in ferro e in bronzo. Nel 1326 la signoria di Firenze ordina che le fortificazioni siano fornite di frecce e di cannoni di metallo.

Queste armi gettano con parabola corta ed alta grosse palle di pietra o di ferro (di notevoli dimensioni) oltre le mura dei castelli o delle città assediate provocando seri danni al nemico. Si cominciò in questo periodo a costruire anche cannoni a forma di tubo in bronzo o in ferro ed anche in legno incamiciato in ferro. Verso la fine del secolo vanno diffondendosi tubi leggeri portatili montati in cima ad affusti di legno, che vengono chiamati "cannoni a mano".

Queste armi erano caricate introducendo dalla bocca :

  • La POLVERE DA SPARO nella giusta quantità
  • Il BORRAGGIO che faceva da intercapedine tra polvere e proiettile
  • Il PROIETTILE inizialmente una palla di pietra

Il tutto veniva compresso attraverso un calcatoio.

L’archibugio. Nel 1572 è la volta del capitano Veneto a Brescia  Domenico Priuli di parlar del lavoro gardonese: … Nella qual Valle Trompia si trova la terra di Gardon famosissima per il mestiere delli archibugi qual non so, che si faccino in altro luogo nello stato della Serenità Vostra, et forse in tutta Italia in simil quantità et bontà, nella qual terra di Gardon si è fatto in tempo del mio reggimento fino a 300 archibusi al dì  gagliardamente cio è le cane con li suoi fornimenti di ferro chè le casse poi si fanno in Bressa, Milano et altri luoghi  ove sono condotte esse cane …

La difficoltà principale nell'utilizzo della polvere da sparo era la sua composizione di percentuali diverse di differenti elementi, come abbiamo detto, salnitro,carbone e zolfo. Il problema venne risolto nel XV secolo con l'invenzione della POLVERE GRANULATA. I tre elementi venivano miscelati nelle giuste percentuali con l'aggiunta di acqua formando una pasta omogenea. Questa, una volta essiccata,veniva macinata e poi setacciata separando così grani della stessa dimensione, in questo modo la combustione era più veloce. Ogni granello era la miscela dei tre componenti. La polvere era contenuta nelle FIASCHETTE per facilitare il dosaggio durante la carica dell'arma.

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